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Una piazzale Loreto per proteggere i bambini dal nazi-femminismo?

Nazifemminismo: uomo condannato al carcere, accusato senza prove da una donna di averla guardata insistentemente

Una mamma scrive ai papà separati: è impossibile proteggere i bambini dalle nazi-femministe combattendo in modo pulito

Eliminare il (nazi)femminismo: perché

Una piazzale Loreto per proteggere i bambini dal nazi-femminismo?

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Negli ultimi 20 anni in Italia il nazi-femminismo ha portato ad un esplosione di calunnie contro gli uomini.  Spessissimo queste calunnie sono finalizzate ad impadronirsi di bambini rendendoli orfani di papà.   Frequentemente i bambini coinvolti in queste calunnie ne riportano gravi traumi.   Talvolta si arriva a veri e propri abusi sull’infanzia, come l’alienazione genitoriale.

Occorre valutare la possibilità di permettere ai papà vittime di false accuse di colpire chi si è arricchito sostenendo false accuse che hanno devastato i loro figli.

È chiaro che chi non ha avuto pietà dei bambini non merita nessuna pietà, e l’abbattimento di pochi pedo-criminali garantirebbe che mai più potranno abusare di altri bambini.

Ovviamente, occorre che vengano rispettate le leggi: diversamente si tratterebbe di atti illegali, assolutamente da evitare.

A livello giuridico, la Costituzione prevede gli strumenti dell’indulto, dell’amnistia e della grazia.

Esiste in merito il precedente storico dell’amnistia del 22/6/1946 che comprendeva anche il concorso in omicidio, varata per chiudere definitivamente i conti con il nazi-fascismo.  Dopo la caduta del fascismo, Mussolini ed altri gerarchi vennero appesi a piazzale Loreto, e per un certo periodo vi furono regolamenti di conti che portarono ad omicidi di fascisti, poi amnistiati.

In condizioni storiche particolari il ricorso alla giustizia fai-da-te, per quanto spiacevole, è necessario per far capire che è finita e che è l’ora di voltare pagina evitando altra violenza, o — in questo caso — fermare gli abusi sull’infanzia del nazi-femminismo.

 

 

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Centro Studi @ May 15, 2012

Nazifemminismo: uomo condannato al carcere, accusato senza prove da una donna di averla guardata insistentemente

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Uomo condannato al carcere per molestie sessuali perché accusato senza prove da una donna di averla guardata in maniera troppo insistente.

È accaduto grazie alle leggi nazifemministe: inversione dell’onere della prova, presunzione di colpevolezza.

“Giustizia” ridotta ad una buffonata?

Peggio: “giustizia” ridotta a complice di abusi su uomini e bambini.

Infatti le nazifemministe hanno imposto queste leggi illiberali per aiutare le donne separate a calunniare gli ex ed impadronirsi di mantenimenti e figli usando il sistema giudiziario come strumento per abusare dei figli alienandoli: le calunnie femministe vengono usate per far condannare i bambini ad incontri protetti con i loro papà, ed intanto terrorizzarli fino a far loro rifiutare il papà assente, per poi cercare di negare che l’alienazione genitoriale (PAS) è un abuso sull’infanzia.

Chiunque può venire colpito in qualunque momento fino a quando il (nazi)femminismo non verrà eliminato. Basta incrociare una femminista squilibrata su di un treno e si rischia una condanna penale…


Ci sono voluti tre anni per emanare la sentenza che condanna un trentenne della provincia di Lecco, a dieci giorni di reclusione e una multa di quaranta euro. Per quale accusa? Quella di aver guardato con troppa insistenza una donna che si trovava nello stesso scompartimento del treno.

La denuncia. A denunciare l´accaduto, una signora 55enne. La donna aveva raccontato che il giorno prima, nello scompartimento del treno regionale Sondrio-Lecco-Milano, il trentenne si era seduto vicino a lei un po´ troppo vicino, dopo averle fatto spostare il cappotto. Mentre il giorno dopo, durante lo stesso tragitto, l´aveva guardata a lungo, sguardi ritenuti dalla diretta interessata, così insistenti e impertinenti da costituire una molestia. Nonostante tra i due non ci sarebbe stato alcuno scambio di parole, né di complimenti né tentativi di corteggiamento, la 55enne aveva comunque ritenuto inopportuno e fastidioso il comportamento dell´uomo, tanto da rivolgersi alla polizia ferroviaria una volta scesa dal treno. Scattata la denuncia, alcuni agenti avevano seguito il trentenne durante il viaggio verso Milano, non riscontrando nulla di strano nel comportamento dell´uomo. Ma la denuncia per molestie era stata ormai presentata.
La sentenza. Al processo, l´imputato si è difeso sostenendo di non aver potuto fare a meno di guardarla, per la posizione in cui si trovava e per il posto occupato. Per lui, il Giudice alla fine ha deciso per una condanna a dieci giorni d´arresto e una multa pari a 40 euro. Una pena quasi simbolica in quanto rientra nell´indulto.

La difesa. Ma evitare il carcere non basta. Il giovane ha annunciato, infatti, tramite il proprio legale, il ricorso in appello per vedere riconosciuta la sua buona fede. Secondo Richard Martini, difensore dell´uomo, la sentenza sarebbe “ingiusta”. “Se adesso non si può neppure lanciare uno sguardo verso una bella donna, come faremo noi uomini?”. Al di là di questo, secondo il legale, le accuse rivolte al suo assistito sarebbero: “Poche, troppo poche, per condannare un incensurato e rispettabilissimo signore di trent´anni”. Per Martini va considerato inoltre il fatto che in occasione del processo, non si è presentato un solo testimone a convalidare la tesi della donna, e che gli agenti che a seguito della denuncia avevano seguito l´indiziato in viaggio verso Milano, non avevano notato nel suo comportamento nulla di anormale.

Fonte: http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3342

 

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Centro Studi @ April 10, 2012

Una mamma scrive ai papà separati: è impossibile proteggere i bambini dalle nazi-femministe combattendo in modo pulito

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«Quando decisi di divorziare (ero annoiata) andai da 3 diversi avvocati. Tutti mi chiesero se mio marito mi abusava. Mai, in nessun modo mio marito si è comportato male con me. Con mio grande stupore, tutti e tre gli avvocati mi dissero la stessa cosa: se non accusavo di abusi mio marito, non avrei ottenuto l’affido esclusivo dei figli. Se lo avessi accusato, avrei ottenuto tutto e anche di più. Quando chiesi come avremmo provato le accuse, mi dissero che i giudici non richiedono prove, di andare ad un centro anti-violenza, che mi avrebbero aiutata supportando le mie accuse di abusi. [...] Non avendo soldi per gli avvocati, seguii il consiglio. Con riluttanza, portai i bambini al centro.

Non potevo credere a quello che vedevo. Fuori, appariva come il pubblico vorrebbe vederlo. Dentro, una verità molto diversa.


Era una specie di culto. Odiare gli uomini la prima priorità. [...] Seguendo il loro progetto, avrei ottenuto non solo l’affido esclusivo, ma anche la macchina, la casa, il terreno, e soldi per il resto della mia vita. [...] Vidi l’uomo che era stato mio marito distrutto: emotivamente, finanziariamente e fisicamente. Ottenni l’affido esclusivo dei figli, l’allontanamento del padre da casa, e nel supremo interesse del minore, la casa e la macchina.

Fu anche incriminato. L’uomo che con me aveva messo al mondo i nostri figli, aiutato a crescerli, che li amava teneramente, fu obbligato a starne lontano, a mantenere me (più di quanto avessi bisogno) e loro. Lo distrussi, lasciandolo con poco per sopravvivere.

*   *   *

Mio fratello sta ora combattendo per i suoi figli, e la sua ex sta usando la stessa tattica che mi hanno insegnato al centro. Mio fratello è ridotto come il mio ex.

Sapendo come ho distrutto il mio ex, e capendo il male che ho fatto, cerco di aiutare mio fratello. È stato sbattuto fuori da casa sua e vive con me. È iscritto ad una organizzazione di padri separati e riceve messaggi sull’affido condiviso, etc.

Questi gruppi devono smetterla di combattere in modo pulito.

In tutta onestà, è impossibile compiere atti peggiori di quelli che le femministe hanno già fatto. Per molti anni petizioni, campagne… non hanno portato a niente. I media, gli avvocati, i politici, la gente comune già conoscono le ingiustizie subite dai padri, e nulla cambia.
Il cambiamento arriverà solo se forzato. Non so cosa occorra fare, ma continuare così è inutile. [...]

So che ci sono vere femministe come Erin Pizzey che combattono per la vera eguaglianza.
Dobbiamo fermare le femministe radicali, che non capiscono che quello che ottengono oggi produrrà domani la devastazione. Vogliono solo una cosa, appropriarsi di tutto per loro stesse, senza badare al prezzo pagato da altri.

Lettera firmata»

 

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Centro Studi @ December 24, 2011

Eliminare il (nazi)femminismo: perché

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Una nazi-femminista lo ammise all’inaugurazione di un centro anti-violenza: le false accuse ci danno il potere di allontanare qualunque bambino da qualunque padre.

Oggi, un papà non ha possibilità di proteggere i figli e la loro famiglia. Se la madre decide di divorziare, magari tentata da leggi che le garantiscono ricchi mantenimenti e di potersi portare in casa l’amante, i bambini perdono il loro padre, obbligato ad uscire da casa sua, ed a mantenere tutti, a volte finendo per strada.  Se non riesce a pagare, c’è la galera.

Oggi, anche una madre pazza viene preferita ad un papà adeguato: i giudici proteggono i figli solo dopo che questi hanno ormai subito gravi danni biologici.  Gli stessi giudici allontanano preventivamente i figli dai loro papà assecondando false accuse, senza alcuna prova.  Speciali avvocate e associazioni femministe aiutano le donne a costruire false accuse: maltrattamenti, violenza sessuale e lo stato fornisce alla calunniatrice assistenza legale gratuita.  Lo stato aiuta anche chi tenta false accuse di pedofilia, schifezze che devastano i figli quanto la pedofilia vera.

Oggi, la procure ormai riconoscono che 8 accuse su 10 sono false e garantiscono qualche anno di potere assoluto sui figli.

Per rendere irreversibile una falsa accusa, la si usa per plagiare i bambini fino far loro odiare i loro padri: il (nazi)femminismo cerca di negare che tale pratica è un abuso sull’infanzia noto come Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS), che ha sui bambini gravi conseguenze psico-patologiche che permangono in età adulta.

Le false accuse di violenza sessuale sono usate anche al di fuori delle cause di separazione. Grazie a leggi che hanno stravolto il giusto processo e la presunzione di innocenza, l’uomo viene condannato a meno che non possa provare la falsità dell’accusa.  Negli stati che praticano la carcerazione preventiva (uomini incarcerati in attesa del processo solo perché accusati), la violenza sulle donne è aumentata del 60%.

Per ottenere tali fallimentari ed illiberali leggi le (nazi)femministe hanno diffuso false statistiche volte a dipingere le donne come vittime degli uomini: la violenza maschile sarebbe la prima causa di morte per le donne; una studentessa su 4 verrebbe stuprata; 20 milioni di italiane avrebbero subito violenza; il 99% delle donne non denuncerebbero, e così via. Si tratta di follie gonfiate di circa 1000 volte al fine di dipingere i maschi come violenti e le donne come vittime.    Mentre si è cercato di far tacere con minacce di morte gli autori e le autrici delle ricerche che hanno dimostrato che ad essere violenta è una persona su 10 circa, uomini e donne in egual misura.

*   *   *

Il (nazi)femminismo può oggi colpire anche chi si crede al sicuro: basta una suocera possessiva che rimane vedova per avviare il meccanismo.  Un matrimonio su 3 finisce in una separazione; e quasi tutte le separazioni giudiziali coinvolgono accuse penali, quasi tutte false.

Alcuni uomini non credono al pericolo del (nazi)femminismo nemmeno quando ne vengono colpiti, e provano a ragionare, a spiegare loro che stanno distruggendo una famiglia.  Ma le nazi-femministe sanno benissimo che stanno devastando dei bambini, e distruggere la famiglia è il loro scopo.  Il nocciolo duro del (nazi)femminismo sono femministe talmente accecate dall’odio contro gli uomini da diventare lesbiche. È inutile discuterci: vanno combattute.

Hanno causato l’infelicità delle donne in nome delle quali pretendono di parlare: i sondaggi trovano che le donne “liberate” di oggi sono meno felici delle nostre nonne “oppresse”: molti uomini oggi rifiutano di sposarsi, credendo così di essere al sicuro dalla guerra di genere scatenata dal (nazi)femminismo.

Il (nazi)femminismo è ormai una associazione a delinquere, che deve essere combattuta così come si combatte la mafia.  Hanno contagiato le istituzioni, sviluppato un loro linguaggio: “violenza di genere” (sarebbe la violenza degli uomini sulle donne), “pallottola d’argento” (la falsa accusa di pedofila), “discriminazioni positive” (sessismo contro gli uomini)…

Queste pedo-criminali manipolatrici non sono invincibili; perso l’appoggio politico del comunismo, il loro potere oggi sta solo nella capacità di ingannare il prossimo, di controllare l’informazione, di accusare falsamente chi cerca di ostacolarle, di far credere che dare loro poltrone rosa levando potere a uomini capaci sia progresso.

 

 

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Centro Studi @ August 15, 2011

Processi di Norimberga al (nazi)femminismo

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Gli istituendi processi di Norimberga al (nazi)femminismo sono finalizzati a fermare i crimini contro l’umanità compiuti contro uomini, bambini e le loro famiglie. Si dividono nei seguenti filoni:

 

 

 

  1. Processo alle calunniatrici. Chi ha mosso false accuse contro un uomo verrà condannata alla massima pena che avrebbe comportato la falsa accusa, indipendentemente dagli esiti dell’eventuale processo.
  2. Processo alle pedo-calunniatrici. Chi ha coinvolto bambini in false accuse verrà condannata al doppio della massima pena che avrebbe comportato la falsa accusa, indipendentemente dagli esiti dell’eventuale processo.
  3. Processo alle rapitrici di bambini.  Chi ha sottratto uno o più bambini dal proprio padre verrà condannata a tanti anni di galera quanti gli anni di allontanamento di cui è colpevole; dovrà inoltre risarcire in parti uguali ciascuna delle vittime: 1000€ per ogni giorno di allontanamento.  Potrà chiamare a contribuire al risarcimento chiunque abbia collaborato alla sottrazione.
  4. Processo alle alienatrici.  Chi ha causato, direttamente o indirettamente, una alienazione genitoriale di grado (medio) grave ad un bambino verrà condannato a 9 (18) anni.
  5. Processo alle propagandiste. Chi ha sostenuto in presenza di 3 o più persone l’odio di genere (ad es. producendo e/o diffondendo dati falsi e/o tendenziosi volti a dipingere le donne come vittime degli uomini) verrà collocata per 3 anni in centri di lavoro e di recupero, rinnovabili ripetutamente per 3 anni qualora il recupero non sia conseguito.  Chiunque abbia tentato di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia verrà soggetto alla pena cui al punto 4.
  6. Processo ai professionisti.  Chi ha contribuito a sostenere 3 o più false accuse verrà radiata ed interdetta da qualsiasi carica e/o professione e/o incarico pubblico e condannata a scontare 1/3 della massima pena che avrebbe comportato ciascuna falsa accusa, indipendentemente dagli esiti degli eventuali processi.  Se da queste false accuse è derivata l’alienazione di un bambino, si applica la pena di cui al punto 4.

 

 

Verranno adottate le stesse procedure illiberali usate dalle feminazi contro gli uomini:

  1. Inversione dell’onere della prova. La parola di chi accusa avrà valore probatorio e verrà protetto dall’anonimato. La feminazi accusata verrà condannata a meno che non possa provare la sua innocenza.  Ogni precedente potrà essere usato.
  2. Nessuna prescrizione del reato.  Una feminazi risponderà di ogni reato imputatole in ordine a fatti posteriori al 1o gennaio 1968.
  3. Carcerazione preventiva. La feminazi accusata di reati che prevedono il carcere, verrà incarcerata in attesa del processo.  Le sarà consentito vedere familiari in incontri protetti di un’ora settimanale.
  4. Sostegno a chi denuncia.  Chi denuncia ha diritto ad assistenza legale gratuita. Se cittadino di nazione che all’epoca dei fatti incoraggiava accuse femministe mediante compensi monetari e/o altri benefici (quali casa pubblica, posto di lavoro) riceverà tali compensi.

Misure speciali finalizzate a garantire la certezza della pena:

 

 

 

  • La feminazi fuggita in paesi che rifiutano l’estradizione verrà processata in contumacia; l’esecuzione dell’eventuale condanna verrà affidata ad unità speciali, autorizzate ad operare sul modello di quelle che hanno ritrovato nazisti e terroristi.
  • Qualora la pena ecceda i 50 anni e/o coinvolga reati di particolare gravità verso uno o più bambini, verrà sostituita con la pena massima prevista nel paese territorialmente competente (pena capitale o ergastolo)

 

 

 

 

 

Esempio 1:  al fine di impadronirsi dei figli, Maria tenta una falsa accusa di maltrattamenti in famiglia, con l’assistenza di una avvocata feminazi, che la manda con i figli per un anno in uno dei loro falsi centri anti-violenza. Così facendo impedisce ai 2 figli di liberamente frequentare il padre per 3 anni.   I bambini non subiscono l’alienazione genitoriale e non vengono coinvolti in false accuse.   Sentenza: Maria viene condannata a 5 + 3 * 2 = 11 anni di galera.  Dovrà inoltre risarcire 365.000€ a ciascun figlio, e 730,000€ a loro padre. La responsabile del centro femminista viene condannata a 2 anni di galera.  L’avvocata femminista viene condannata (se recidiva) a 1.66 anni di galera e radiata.  Dovranno inoltre contribuire al risarcimento.

Esempio 2: dopo 3 anni Maria si rivolge ad un abusologo per tentare una falsa accusa di pedofilia in cui coinvolge entrambi i figli e dalla quale deriva l’alienazione di grado medio del bambino più piccolo.  Sentenza: Maria viene condannata a 20 * 2 + 9 = 49 anni di galera, che sommati alla condanna precedente vengono commutati in pena capitale.  L’abusologo, le due feminazi che avevano contribuito ad avviare il caso e chiunque abbia collaborato all’alienazione ricevono 9 anni di galera.


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Centro Studi @ July 2, 2011

Il ribaltone delle massime femministe

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(Attenzione: sembra follia ma leggendo fino in fondo se ne capisce il significato)

  • «Un uomo ha il diritto di giustiziare una femminista che l’ha falsamente accusato».
  • «Le femministe stuprate possono comunque imparare da tale esperienza».
  • «Dobbiamo terrorizzarle ancora ed ancora e distruggerle come potere, finché anche l’ultima loro voce verrà azzittita».
  • «Io voglio vedere una femminista picchiata a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porca».
  • «L’unica cosa a cui sono buone le femministe è per scopare, e per investirle con un camion».
  • La femminista è un aborto che cammina, abortita allo stadio genetico. Essere femminista è essere deficiente, emozionalmente limitata: il femminismo è una malattia di deficienza e le femministe sono storpie emotive.
  • Tutte le femministe che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia dei figli sono proprio quelle donne che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che calunniatrici e pedofile.
  • Tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di calunnia femminista.
  • Tutte le femministe sono qualcosa di ridicolo e grottesco, proprio perchè sono femministe
  • A parte iniziare a fare tutti i lavori degradanti che gli uomini hanno fatto per generazioni, magari le femministe potrebbero anche suicidarsi in massa?
  • Ritengo che odiare le femministe sia un onorevole e vitale atto politico
  • Tutte le femministe sono stupratrici, questo è ciò che sono
  • Le femministe sono degli animali
  • Definire una femminista come un animale è farle un complimento
  • La femminista è un animale domestico che, se trattata con fermezza… può essere addestrata per fare molte cose
  • Più vedo come sono fatte le femministe, e più preferisco i cani
  • La parte più divertente è quella di terrorizzare le femministe
  • La mia opinione riguardo alle femministe è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m’interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m’interessa
  • Il mio unico commento per le femministe è, se non vi va bene, buona fortuna – e se vi mettete sulla mia strada, io vi metto sotto
  • Non ci resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il femminismo»

Siete arrivati in fondo e volete denunciarci?  Chiamare la neuro-deliri? Fareste bene, ma…

SORPRESA: queste sono tutte frasi di note femministe, in cui abbiamo solo invertito “maschio” con “femminista”. Quello che dicevano contro gli uomini, appare ora ribaltato contro loro stesse.

L’unico fine di tale artifizio retorico è far riflettere: il femminismo è una ideologia criminale sostenuta da menti malate?

Simili frasi, dette contro ebrei o contro neri  come accadeva in epoca nazista, oggi integrerebbero il reato di incitamento all’odio razziale. Oggi, in epoca femminista abbiamo il nuovo problema dell’odio di genere, e si tollerano tali frasi contro gli uomini.

Come in epoca nazista, il problema non sono le parole, ma le azioni.  Milioni di uomini ed i loro bambini hanno sofferto e stanno soffrendo per mano di questo malvagio movimento femminista.

Qualora non siate sessisti, e vogliate mantenere fede al proposito di denunciare o fare rinchiudere chi ha pronunciato tale frasi, ecco qui le frasi vere:

“Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco” — Andrea Dworkin

“Sono fermamente convinta che una donna ha il diritto di giustiziare un uomo che l’ha stuprata” –Andrea Dworkin

“Ritengo che l’odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico” — Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.

“A parte iniziare a fare tutti i lavori degradanti che le donne hanno fatto per generazioni, magari potrebbero anche suicidarsi in massa ?” — Robin Morgan

“Definire un uomo come un animale e fargli un complimento”. Valerie Solanas

“non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile.” –Valerie Solanas

“Gli uomini ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare da tale esperienza” –Catherine Comins

“L’unica cosa a cui son buoni gli uomini è per scopare, e per investirli con un camion”. Dichiarazione fatta da un’amministratrice Femminista della Maine Univiersity, quotata da Richard Dinsmore, il quale poi vinse una causa civile contro l’università per un totale di 600,000 dollari.

“Dobbiamo terrorizzarli ancora ed ancora e distruggerli come potere, finché anche l’ultima loro voce verrà azzittita… allora avremo distrutto il nucleo della famiglia, la norma eterosessuale… e questo sarà il nostro contributo alla storia del mondo” —Françoise d’Eaubonne

“Tutti gli uomini che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia condivisa dei figli sono proprio quegli uomini che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che violentatori e pedofili”. –Cindy Ross

“Il matrimonio è da sempre esistito per il beneficio degli uomini; ed è stato un metodo legalmente sanzionato per controllare le donne… Dobbiamo distruggerlo. La fine dell’istituzione del matrimonio è una condizione necessaria per la liberazione delle donne. E’ per noi quindi importante incoraggiare le donne a lasciare i loro mariti e non vivere da sole con gli uomini… Tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di oppressione delle donne. Dobbiamo ritornare alle antiche religioni femminili come la stregoneria” –dalla “Dichiarazione di Femminismo”, Novembre 1971

“Gli uomini sono degli animali.” –Ireen von Wachenfeldt

“Il maschio è un animale domestico che, se trattato con fermezza… può essere addestrato per fare molte cose.” –Jilly Cooper

“Buona parte, e certamente la parte più divertente, di essere una femminista è quella di terrorizzare gli uomini.” –Julie Burchill

“La mia opinione riguardo agli uomini è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m’interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m’interessa” –Marilyn French

“Chi se ne frega come si sentono gli uomini, o cosa fanno, o se soffrono ? Hanno avuto più di 2000 anni per dominare e hanno combinato un pasticcio completo. Adesso è il nostro turno. Il mio unico commento per gli uomini è, se non vi va bene, buona fortuna – e se vi mettete sulla mia strada, io vi metto sotto.” –Herald-Sun, Melbourne, Australia – 9 February 1996

“Tutti gli uomini sono qualcosa di ridicolo e grottesco, proprio perchè son uomini.” –Friedrich Von Schlegel

“Più vedo come son fatti gli uomini, e più preferisco i cani.” –Madame de Staël

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Centro Studi @ June 19, 2011

Il manifesto femminista SCUM (Società per l’Eliminazione dei Maschi)

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Wikipedia inglese riferisce che Valerie Solanas era una “femminista radicale americana, nota per il tentato omicidio di Andy Warhol. Scrisse il manifesto SCUM nel quale incoraggiava allo sterminio degli uomini ed alla creazione di una società puramente femminile” e che venne derisa come “lesbica pazza”.   La Solanas sosteneva che grazie al progresso tecnologico è possibile sostituire gli uomini con macchine e fare nascere solo donne, giustificando così il maschicidio:


«Il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi».

SCUM è un post-acronimo che significa Society For Cutting Up Men, Società per l’Eliminazione dei Maschi.

Solanas fu un pazza, prostituta, violenta, misandrica, femminista, lesbica, assassina.

Ma, come Hitler, non è possibile ignorarla perché ebbe seguaci.

Ma T.G. Atkinson, la presidente di NOW (la più potente Sorellanza americana, National Organization for Women), la descrisse come “la prima eccezionale sostenitrice dei diritti delle donne” (le femministe sostengono di parlare a nome delle donne, sebbene anche in Svezia il 99.5% delle donne rifiuti il Partito Femminista).  Un’altra femminista, F. Kennedy, la sostenne al processo definendola come “una delle più importanti portavoci del movimento femminista”.  La femminista R. Morgan (futura editrice del principale giornale femminista) manifestò sotto la prigione per la sua scarcerazione.

Nonostante il tentato omicidio di 3 uomini venne scarcerata, per tornare poi in prigione per stalking e minacce.  Passò il resto della vita fra un’ospedale psichiatrico e l’altro, e grazie alle cure sostenne che lo SCUM non doveva essere preso letteralmente.  Le femministe la abbandonarono e morì nell’oscurità.

Warhol, sopravvissuto al tentato omicidio, produsse un film satirico sul gruppo femminista Politically Involved Girls (PIG) con riferimenti allo SCUM.

Purtroppo l’ideologia dell’odio di genere non venne presa sul serio ed estirpata sul nascere.

La Società per l’Eliminazione del (Nazi)Femminismo (SCUNF) è aperta a tutti e si propone di pacificamente proteggere le bambine, i bambini e le loro famiglie dalle manipolazioni e dalle calunnie dell’odio di genere, ormai degenerato in nazi-femminismo ed in associazioni dedite a sostenere false accuse, alla sottrazione ed all’alienazione di minore.

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Centro Studi @ June 19, 2011